» da non perdere
La
zona, a forte sviluppo agricolo, diede impulso, verso la fine
del medioevo, ad alcune attivitá artigianali e si distinse
nella fabbricazione della carta, occupazione fiorente fino al
secolo XVIII. Rimangono ancor oggi tre edifici adibiti nei secoli
passati a cartiere. La ricca produzione olivicola sviluppó anche
l'industria dell'olio: l'esistenza di frantoi é documentata
fin dal XIII secolo. Una importante raccolta di oggetti utilizzati
dagli abitanti del borgo per la produzione dell'olio é conservata
nel locale Museo di Storia e Cultura della val Varatella. Il
paese conserva l'antico aspetto del borgo medievale: la piazza
principale é dominata dalla chiesa parrochiale di San
Martino edificata all'inizio del XVII secolo: il porticato laterale,
facente parte della precedente pieve medievale, ha mantenuto
l'antico colonnato in pietra del Finale. All'interno della chiesa
si trova una tela raffigurante La Pentecoste attribuita al G.
Carlone; nell'attiguo oratorio di San Sebastiano si trova l'Assunzione
della Vergine di G.Benso.
A fianco spicca l'antica torre campanaria del secolo XIV con
due piani di finestre ogivali e merlatura ghibellina, recentemente
ripristinati con i ritrovati elementi originali. Anticamente
essa faceva parte, insieme ad altre torri oggi distrutte, della
cinta muraria difensiva. Di fronte alla chiesa la medievale casa
Durante. A fianco sorgeva la Portassa, antico ingresso principale
del borgo. Lungo il caruggio principale si trovano l'antico palazzo
comunale presso a cui ha sede il Museo di Storia e Cultura della
val Varatella e il palazzo del Vescovo, con una loggia a tre
arcate ed un portale del XVI secolo in ardesia con bassorilievi
raffiguranti San Michele. Il vicolo adiacente a questo palazzo
immette nella parte piú antica del borgo, il Toracco,
cinto da mura, con vicoli stretti e case alte, con archivolte
e loggiati, tutto raccolto in un insieme storico-artistico di
rilevante effetto scenico. Scendendo al torrente si incontra
un antico ponte a tre arcate in pietra squadrata, attribuibile
al XII secolo. Procedendo invece lungo la via principale si giunge
alla Braida, antico abitato, che in origine era fuori le mura.
Al centro di questo quartiere sorge la chiesa della Madonna del
Rosario, eretta nel 1481 dai frati domenicani. All'interno una
statua lignea della Madonna con Bambino del Bissone e una Madonna
con Bambino di O. de Ferrari. Uscendo dal paese per una strada
che supera il Varatella e che, correndo tra gli orti, collega
il borgo antico con l'ingresso delle Grotte, si incontrano i
monumentali resti dell'antica Certosa, fondata nel 1495 dai monaci
di San Pietro in Varatella i quali, a causa delle mutate condizioni
socio-ambientali della valle, scesero al piú vicino centro
abitato di Toirano. Ampiamente rimaneggiata in etá barocca,
fu sede dei monaci ininterrottamente per tre secoli. Attende
oggi imponenti misure di conservazione e restauro.
Vicino alla Certosa, appena imboccata la strada per Boissano,
si incontra l'antica borgata di Dari, che ha mantenuto la sua
struttura medievale; di lì, per una mulattiera che si
inerpica dapprima in mezzo agli oliveti e poi tra le rocce, si
giunge allo sperone roccioso dove sorge l'antica abbazia di San
Pietro ai Monti in Varatella. In una stupenda posizione, a 891
m. s.l.m., fu fondata per volere di Carlo Magno nel IX secolo
e assegnata ai monaci benedettini. La tradizione vuole che essa
fosse costruita su una precedente chiesa fondata da San Pietro
e che sarebbe stata la prima di tutta la Liguria. Dotata in breve
tempo di vasti possedimenti che si estendevano in tutta la zona,
dalla piana di Albenga sino alle Langhe, l'abbazia divenne un
centro di civiltá per tutta la valle. I monaci riducendo
i boschi, introdussero la coltivazione delle vigne e degli olivi
ed attrezzarono la zona di mulini e di frantoi. Le proprietá dei
monaci furono incamerate nel XII secolo dal vescovo di Albenga
e di conseguenza la vita monastica andó decadendo. I Benedettini
lasciarono l'abbazia nel 1315 ai Certosini, i quali la abbandonarono
definitivamente nel 1495 per trasferirsi presso la Certosa di
Toirano.
Risalendo la val Varatella, via via piú aspra e grandiosa,
dopo pochi chilometri si arriva a Carpe (408 m. s.l.m.), caratteristica
frazione con antiche case tipicamente liguri, posta su un pendio
coltivato ad orti e frutteti. La strada prosegue con ripide svolte,
che consentono ampie visuali della valle, in mezzo possenti rocce
calcaree. Superata la sella degli Alzabecchi, dominata dalla
rocca Barbena (1142 m. s.l.m.) si trova una strada che, attraverso
boschi di querce, conduce all'abbazia di San Pietro ai Monti;
proseguendo invece la strada si arriva al Giogo di Toirano (807
m. s.l.m.), valico che immette sul versante padano. |
|